Lo sviluppo è il nuovo nome della pace

Due giornate di testimonianze ed approfondimenti nel 40° anniversario dell'Enciclica Populorum Progressio, di Papa Paolo VI

Nel 2007, quarant’anni anni non sono stati sufficienti per dimenticare un documento di eccezionale portata che ha fatto tanto parlare di sé.
L’Enciclica Populorum Progressio di Papa Paolo VI, pubblicata il 26 marzo 1967 mostra ancora oggi una sorprendente modernità e rimane una guida straordinaria per orientare le vicende contemporanee. Un documento di grande portata storica che già allora, nel pensiero sociale della Chiesa, fu visto come “genuinamente rivoluzionario”, capace di guardare in faccia ai problemi mondiali, denunciandone le contraddizioni e i compromessi, ma indicando anche soluzioni coraggiose, alcune realizzate, altre rimaste inattese.

A sottolineare la ricorrenza di questo quarantennio e ad avviare una franca riflessione sui temi di quell’Enciclica è l’iniziativa dell’Ente Cassa di Faetano, che nel 2007 ha promosso un convegno in due sessioni (9 e 10 novembre), dal titolo “Lo sviluppo è il nuovo nome della Pace”, affermazione  che rappresenta il leitmotiv e la sintesi etica della Populorum Progressio.
Il venerdì è stato animato dalle testimonianze delle Associazioni culturali e dei Gruppi sociali alla presenza del Vescovo di San Marino-Montefeltro, Mons. Luigi Negri; i lavori sono stati condotti da Mons. Sergio Sisto Severi (scomparso qualche anno dopo) con l’obiettivo di tracciare un “bilancio coraggioso” delle attività sociali, dei risultati realizzati, dei mancati appuntamenti di questi 40 anni, e prepararsi a ripartire verso migliori prospettive. Ci sono infatti anche a San Marino Associazioni e Gruppi ispirati ai suggerimenti della Populorum Progressio, con attività di sviluppo sociale particolarmente significativo.

Nella seconda giornata la riflessione è stata affidata ad illustri relatori di alcune università italiane: Luigi Campiglio e Simona Beretta dell’Università Cattolica di Milano, Renato Di Nubila dell’Università di Padova, Alberto Gasperini dell’Università di Trieste, impegnati a rileggere il documento pontificio nella prospettiva dei nostri giorni, puntando la loro riflessione sul ruolo di un’ economia “più umana”; della nuova  concezione dello sviluppo “di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”; dei fattori determinanti  dei processi educativi e formativi per la crescita delle persone e delle organizzazioni; dell’attualità sociale della Populorum Progressio. Coordinatore dei lavori Francesco Cavalli, amministratore di Radio Icaro e di Tele Romagna.

Per l'occasione l'Ente ha ristampato in una nuova edizione l'enciclica e pubblicato gli atti del convegno.